LA QUALITÀ DI VITA IN UN SORRISO

Ortodonzia

Auge Odontoiatria è all’Avanguardia nelle Tecniche Ortodontiche.

L’ortodonzia, anche chiamata ortognatodonzia, è quella particolare branca dell’odontoiatria che studia le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari. Essa ha lo scopo di prevenire, eliminare o attenuare tali anomalie mantenendo o riportando gli organi della masticazione e il profilo facciale nella posizione più corretta possibile.

Tutti i Possibili Difetti Ortodontici Sono Trattati dai Nostri Specialisti.

Affollamento dentario:

È la malocclusione più frequente in ortodonzia e si manifesta con accavallamento dei denti; è dovuto ad uno spazio insufficiente per il corretto posizionamento dentale e a volte necessita di estrazioni dentarie per permettere l’allineamento dei denti.

Apparecchio ortodontico:

Ogni dispositivo usato per influenzare la crescita o la posizione dei denti e dei mascellari. Può essere fisso o rimovibile a seconda del caso clinico, oppure in casi selezionati possono essere usati entrambi nel corso del trattamento ortodontico.

Apparecchio invisibile:

Ogni dispositivo usato per influenzare la posizione dei denti: può essere fisso, e in tal caso viene posizionato sulla superficie interna dei denti (APPARECCHIO LINGUALE), o rimovibile (METODO INVISALIGN O ALL IN) con l’utilizzo di dispositivi trasparenti che inglobano tutti i denti.

Articolazione temporo-mandibolare (ATM):

E’ posizionata bilateralmente e medialmente al meato acustico esterno e articola l’osso mandibolare con l’osso temporale, in particolare connette il condilo mandibolare con la fossa glenoidea del temporale. L’ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio, fondamentali per la masticazione e la fonazione. Si distinguono infatti movimenti simmetrici (apertura, chiusura, protrusione, retrusione) ed asimmetrici (lateralità, masticatori ed altri movimenti automatici). Tra tutte le patologie evidenziabili nel settore odontoiatrico, senza dubbio la patologia a carico dell’articolazione temporo mandibolare (ATM) risulta essere la più complessa e la più temuta. Il sesso femminile è molto più colpito di quello maschile, con un rapporto di 8 a 1. L’insorgenza della malattia si manifesta con rumori di click alle orecchie e/o affaticamento dei muscoli masticatori, fino a dolore in zona periauricolare.

Attacco ortodontico (bracket) :

E’ la componente dell’apparecchio ortodontico fisso che viene incollata su ogni singolo dente, su cui scorre l’arco metallico (filo). Può essere di vari materiali: i più usati sono quelli metallici, di acciaio, oppure come attacchi estetici di colore bianco, costituiti da ceramica o materiali plastici.

Banda ortodontica :

E’ un anello metallico che viene cementato sui denti, di solito sui molari, su cui viene saldato un attacco ortodontico, un tubo ortodontico o un arco di metallo a spessore variabile.

Bite (placca):

Ogni dispositivo medico realizzato sulle impronte del paziente, che viene utilizzato per i trattamenti dei disordini dell’articolazione temporo-mandibolare e/o per evitare l’usura dei denti causata dal digrignamento notturno dentale (bruxismo)Il bite fornito dall’odontoiatra ha una funzione che inizialmente è diagnostica e poi anche terapeutica, svincolando l’occlusione da eventuali precontatti o anomalie di altro genere. Consente alla muscolatura masticatoria di rilassarsi e contemporaneamente si assiste all’attenuazione o scomparsa dei fastidiosi sintomi che il paziente accusava in precedenza, quali cefalee, cervicalgie, vertigini e acufeni.

Cefalometria:

è lo studio delle varie forme dei profili facciali e delle strutture ossee che costituiscono il cranio, in base alla localizzazione di specifici punti di rèpere cefalometrici. Un’indagine cefalometrica si esegue in base ad una teleradiografia del cranio in proiezione laterale; dalla lastra radiografica si individuano dei precisi punti ossei e, in base alle loro distanze e agli angoli che descrivono i piani passanti per essi, si studiano l’accrescimento facciale, l’occlusione, ed altri parametri. La cefalometria permette di inquadrare il tipo scheletrico di malocclusione sia in senso sagittale che verticale. E’ un’indagine fondamentale per una precisa diagnosi in ortodonzia.

Contenzione:

Apparecchi che si applicano subito dopo la rimozione degli apparecchi ortodontici correttivi, per permettere la stabilizzazione dei denti nelle nuove posizioni raggiunte dopo il trattamento. La contenzione fa in modo che i denti resistano alla tendenza a tornare nella loro posizione originale sotto l’influenza delle forze parodontali, occlusali, dei tessuti molli e della crescita dento-facciale. Gli apparecchi di contenzione possono essere di vario tipo, essenzialmente si distinguono in due categorie: fissi (costituiti da un filo metallico sottile incollato dietro la superficie dei denti anteriori inferiori e/o superiori, e si chiamano retainer) e rimovibili ( mascherine in plastica trasparente, termostampate sui modelli delle arcate dentarie ricavati dalle impronte prese a fine cura.)

Espansore rapido del palato:

Dispositivo ortodontico fisso, che espande il palato a livello della sutura palatina, consentendo di ottenere a fine trattamento una vera e propria espansione ortopedica dell’osso mascellare superiore. Con questa espansione si ottiene lo spazio sufficiente per permettere ai denti dell’arcata superiore di essere posizionati in maniera corretta con l’ausilio degli attacchi ortodontici. Si utilizza di solito per problemi di deficit di spazio superiore, per correggere morsi crociati, per facilitare la respirazione nasale in soggetti respiratori orali e/o con sindromi apneiche ostruttive del sonno e in altri casi selezionati.

Malocclusione:

Con questo termine si intende una errata chiusura delle arcate denatli. Generalmente è dovuta ad un insufficiente allineamento dei denti stessi nelle arcate dentali oppure ad una eccessiva discrepanza in senso antero-posteriore e/o trasversale delle basi ossee che sostengono i denti.  Viene corretta dall’ortodontista mediante un trattamento ortodontico o ortodontico/chirurgico a seconda dei casi. Abitudini viziate e in genere pressioni costanti sul volto in crescita possono alterare la posizione dei denti e lo sviluppo dello stesso. Per la notevole velocità di crescita scheletrica che si ha nei primi tre anni di vitale abitudini che intervengono in questa fase possono influenzare lo sviluppo futuro del volto, l’abitudine ad esempio di utilizzare il ciuccio può inoltre causare anche otiti medie recidivanti nel bambino. Le arcate dentali in condizioni fisiologiche sono in una posizione di armonia tra le forze muscolari interne prodotte dalla lingua e le forze muscolari esterne prodotte dalle labbra e dalle guance. L’equilibrio di tali forze può venir meno in alcuni casi:

  • disfunzioni nella funzione muscolare facciale, tipicamente alterazioni nella deglutizione,
  • forze esterne che agiscono sui denti o sul volto in caso di abitudini viziate (il succhiamento di dita, del pollice, della lingua, delle labbra, delle guance, di lenzuola o capi di abbigliamento, del ciuccio e del biberon, l’onicofagia (mangiare le unghie), la lapisfagia (mangiare le matite), la dermofagia (mangiare le ‘pellicine’ delle unghie, la pelle delle nocche),
  • alterate posture mantenute nel tempo, come per esempio appoggiare il mento ad una mano, addormentarsi con il braccio sotto il volto,
  • respirazione orale.  L’eziologia delle abitudini viziate è spesso di tipo psicologico, le più recenti linee guida condividono che sarebbe consigliabile intercettare precocemente il problema.

La prevenzione primaria si attua evitando tali comportamenti anomali, la terapia sarà volta a rieducare ad una funzione corretta e a recuperare ortodonticamente eventuali discrepanze già in atto. Anche carie sui denti decidui (da latte) con infiammazione del periapice o perdita precoce degli stessi possono alterare la corretta eruzione dei sottostanti denti permanenti.

Morso aperto (open bite):

Malocclusione caratterizzata dalla presenza di uno spazio eccessivo fra i denti anteriori superiori ed inferiori, che lasciano uno spazio anteriore ben visibile. Oltre al fatto di perdere il sigillo naturale delle labbra, in questi casi si instaura anche una deglutizione , detta infantile, caratterizzata dalla  lingua che spinge violentemente fra le due arcate, aggravando ancora di più l’apertura che si crea tra l’arcata dentaria superiore e quella inferiore. Il morso aperto può coinvolgere anche i settori laterali e posteriori delle arcate dentarie che non combaciano perfettamente.

Morso incrociato (cross bite):

Malocclusione caratterizzata dal fatto che i denti combaciano in modo inverso rispetto alla norma. Ne risulta che la linea mediana del sorriso è spostata, ma quasi sempre anche la mandibola può subire una devizione anomala rispetto alla norma. Il morso incrociato può essere monolaterale quando i denti di un solo lato combaciano in maniera inversa rispetto alla normalità, oppure può definirsi bilaterale quando i denti del lato sinistro e destro combaciano in maniera inversa.

Morso profondo (deep bite):

Malocclusione caratterizzata dagli incisivi superiori che coprono molto quelli inferiori, a volte completamente. A volte gli incisivi superiori possono essere molto sporgenti  in avanti. Questa situazione fa perdere la chiusura delle labbra e obbliga la lingua ad un lavoro anomalo ad ogni deglutizione di saliva.

Ortopantomografia (Panoramica dentale):

E’ un esame radiografico della parte anteriore del cranio, incentrato sui denti. Nello specifico si possono valutare per fini diagnostici oltre alla dentatura, le ossa mascellari, i seni mascellari e le articolazioni temporomandibolari.

Overbite:

Sovrapposizione verticale tra i denti anteriori superiori e gli inferiori. L’eccesso di overbite si chiama Deep Bite (morso profondo) e il difetto si chiama Open Bite (morso aperto)

Overjet:

Distanza orizzontale fra il margine incisale degli incisivi superiori e la faccia vestibolare degli incisivi inferiori

Progenismo mandibolare:

Condizione scheletrica in cui la mandibola sporge rispetto all’osso mascellare superiore. Può essere trattata dall’ortodontista con un trattamento ortodontico oppure in alcuni casi si richiede oltre all’uso di apparecchi ortodontici anche un intervento di chirurgia maxillo-facciale.

Prognatismo mascellare:

Condizione scheletrica in cui l’osso mascellare superiore sporge in maniera eccessiva rispetto alla mandibola. Questa conformazione può comportare anomalie nell’occlusione delle arcate dentarie. Anche in questa condizione, il trattamento risolutivo è ortodontico, oppure ortodontico e chirurgico, come nel caso del progenismo mandibolare.

Terapia miofunzionale:

Consiste nella rieducazione della postura linguale statica e dinamica delle alterazioni gnosico-prassiche (Prassia è l’insieme di associazioni neuromotorie ordinate a formulare piani di azione secondo un fine, è un movimento pensato e finalizzato. Gnosia è la interiorizzazione percettiva che diviene stabile sul piano psichico cosciente grazie alla spinta delle funzioni prassiche. Se la prassia è il poter fare qualche cosa , la gnosia è il saper fare) e muscolari oro-facciali, delle alterazioni respiratorie, delle alterazioni della statica cefalo-vertebrale, delle abitudini viziate. La terapia miofunzionale si basa su esercizi di rieducazione muscolare, insegnamento di una deglutizione corretta, condizionamento del subconscio e si inserisce all’interno di un approccio globale che comprende collaborazioni e sinergie tra le figure professionali interessate. Utile l’interazione, ove necessaria, tra l’ortodontista ed il terapista o il logopedista.

 

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