LA QUALITÀ DI VITA IN UN SORRISO

Estetica del Sorriso

Estetica del viso e del sorriso: tecniche combinate di medicina estetica e odontoiatria

Introduzione

Fin dall’antichità gli uomini hanno avuto gran- de attenzione alla cura del corpo e alla sua bellezza.
Già la Bibbia menziona della pratica del trucco. I Greci inventarono la cosmesi: arte di presentarsi secondo una disposizione armoniosa e ordinata dei vari elementi. Ippocrate raccomandava digiuno, esercizio fisico e bagni frequenti. Galeno scrive “Il trattato dei cosmetici” e Ovidio “I cosmetici”.
Gli anni bui saranno quelli medioevali dove, nel pieno trionfo del Cristianesimo, Eva e la bellezza tentatrice e demoniaca sono da biasimare.
Il Rinascimento confermerà che, attraverso la bellezza del mondo e delle sue creature, Dio si ma- nifesta all’umanità. Non solo la bellezza non è più da biasimare, ma la donna, per assolvere piena- mente la missione che Dio le ha affidato, deve es- sere bella e attraente.
Dopo la seconda guerra mondiale tradizione e valori conservatori conoscono un grande rilancio. Moglie e madre modello, la donna ha come princi- pale preoccupazione di piacere al suo sposo.
Le case di cosmetici riservano budget sempre più consistenti per la pubblicità dei loro prodotti. I giornali sono pieni di articoli che si occupano di diete o di esercizi per tonificare i muscoli. Si capisce che l’aspetto psicologico non va trascurato e che ansia, stress e nervosismo sono fattori che arreca- no problemi cutanei. La fitoterapia è agli esordi. Si scopre l’aromoterapia, il collagene e il silicone; la chirurgia estetica scende alla portata di tutti.
Negli anni ’90 comincia la globalizzazione. Gra- zie ad Internet e al progresso della comunicazione, le nuove mode scavalcano barriere e differenze culturali.
I filosofi parlano del “dovere di essere giovani”. I medici, dal canto loro, affermano che i “pazienti vogliono dimostrare l’età che sentono di avere”.
Lo “starbene”, il porre attenzione alla cura del proprio corpo e del proprio aspetto, avranno sempre più importanza nella ricerca di un benessere psi-
cofisico, fondamentale equilibrio e risorsa per tutti.
Al di là di futuribili e poco auspicabili scorciatoie, possiamo tutti fare qualcosa per migliorare i nostri anni? Non servono ricette da stregoni, solo un po’ di coraggio, di buona voglia e sagge strategie. Le conosciamo tutti… ma a volte serve ripetersi: dieta equilibrata e ipocalorica, moderata attività fisica quotidiana, ritmi meno stressanti e tempo libero per noi stessi (per la cura del nostro corpo e della nostra mente), maggior attenzione alla prevenzio- ne (dall’igiene orale, allo screening di possibili patologie), dormire a sufficienza, non fumare, bere almeno due litri di acqua al giorno, cura della no- stra pelle per migliorarne la salute (protezione dal sole e uso di cosmetici/cosmeceutici affidabili ed effettivamente utili), curare il nostro aspetto fisico (oltre la pelle, denti, capelli, la cura di sé è impor- tante anche per la psiche).
Il nostro benessere psicofisico è legato all’auto- stima, alla soddisfazione e alla felicità per quello che siamo e per quello che facciamo (“se piaci a te stesso ogni miracolo è possibile”).
Spesso si è tentati di ritenere la vecchiaia come una malattia: un deperimento progressivo della salute. Perché non considerare invece l’invecchia- mento come il prolungamento e miglioramento della vita?

Invecchiamento

Continuano ad esserci differenze d’opinione su come l’invecchiamento avvenga ed in quale misu- ra sia legato al resto della vita.
Numerosissime, circa trecento, le teorie formu- late, divisibili in gruppi principali:
_ teorie basate sui cambiamenti associati all’età: l’invecchiamento sarebbe il prodotto di alterazio- ni che si accumulano nel tempo in modo casuale mutando il DNA, quindi alterando geni struttura- li e regolatori;
_ teorie relative al danno primario: fattori lesivi, interni ed esterni, generano alterazioni che superano nel tempo le capacità riparative cellulari
(teoria dei radicali liberi);
_ teorie dell’invecchiamento programmato gene- ticamente;
_ teorie evolutive: l’invecchiamento è valutato a livello di popolazione più che a livello individuale (geni che sortiscono effetti benefici in età più giovane in vista della riproduzione, sarebbero più dannosi in età avanzata).
Mentre i meccanismi alla base dell’invecchia- mento sono tuttora oggetto di discussione, è uni- versalmente riconosciuto un controllo genetico della longevità umana.
Fattori esogeni possono modificare l’espressio- ne del programma genetico di ognuno di noi: le malattie, l’alimentazione, l’attività fisica, i fattori psicosociali, le abitudini voluttuarie. L’invecchia- mento che si svolge conducendo una vita per così dire “equilibrata”, è un processo fisiologico, gli altri modi sono patologici o accelerati.

Invecchiamento del viso

L’invecchiamento cutaneo è chiamato per defi- nizione cronologico o aging, se causato da fattori biologici; fotoinvecchiamento o fotoaging, se è il risultato dell’azione cumulativa dei raggi solari.
I due processi, biologicamente e clinicamente diversi, comunque possono sommarsi.
Le strutture del volto coinvolte nei processi di
invecchiamento sono:
_ il tessuto osseo, che va incontro a un riassorbi- mento più o meno marcato dipendentemente dalle zone e da possibili eventi aggravanti (ossa mascellari nell’edentulo e nella patologia parodontale);
_ il tessuto muscolare, che perde tonicità e spes- sore;
_ il tessuto sottocutaneo, le cartilagini e i lega- menti, che mostrano nel tempo lassità e allentamento legamentoso;
_ il tessuto adiposo, che diminuisce o ridistri- buisce;
_ la cute, che va incontro ad una vera e propria alterazione strutturale.
Segno evidente della progressiva degenerazio- ne tessutale, della ridotta elasticità e di situazioni o condizioni che a queste si associano, come la mi- mica facciale, la postura durante il sonno, la forza di gravità, è la comparsa delle rughe.
La cute invecchiando non è più in grado di ri- spondere alle sollecitazioni esterne di tensione, tra- zione e spostamento con elasticità. L’effetto di que- ste forze permane e la cute non riacquista la sua posizione iniziale.
Possiamo classificare diversi tipi di rughe in base alla forma o alla posizione: classificazione di Klig- man.
Glogau ha invece classificato la ruga in base alla “gravità” e all’età di comparsa.

Il ruolo della Medicina Estetica

La medicina estetica previene, contrasta e cura l’invecchiamento. È medicina del benessere, ciò non toglie che, come in ogni altra specialità medica o chirurgica, vadano rispettati seri e precisi approcci valutativi prima di approntare protocolli terapeutici e di mantenimento.
Per i danni da invecchiamento gioca un ruolo importante la prevenzione.
Le misure preventive per l’invecchiamento cu- taneo possono essere domiciliari o professionali, mentre le curative sono solo professionali.

Cosmetologia

La dermocosmesi ha un ruolo importante nella prevenzione e cura dell’invecchiamento cutaneo.
Il viso va deterso e protetto con idratanti e toni- ficanti. La pelle stimolata e aiutata a rigenerarsi con “cosmeceutici” aventi come principio attivo: acido ialuronico, vit. A – C – E – F, alfaidrossiacidi.

Dieta

Tutto quello che beviamo e mangiamo, dopo essere stato processato dal nostro sistema dige- rente, lo “indossiamo”. E tutto quello che non intro- duciamo a sufficienza può creare squilibri notevoli (idratazione e giusto apporto di grassi e proteine per es.). Il rischio di una scorretta ed eccessiva ali- mentazione è legato a sindromi e malattie molto gravi e potenzialmente letali (sindrome metaboli- ca, malattia cardiovascolare, diabete…), ben oltre quindi il mantenere uno stato di salute o una buo- na estetica del corpo e della pelle.
Ove si volesse perdere peso meglio una dieta VLCD (Very Low Calory Diet) caratterizzata da ridottissimo tenore calorico (500/700 cal/die), ridot- to apporto glucidi (40/50 gr/die), elevato apporto proteico ad alto valore (1.2/1.5 gr/kg). Il limitato ap- porto di glucidi e l’elevato apporto di proteine, pro- voca una diminuzione dell’insulina e attiva la lipo- lisi nel tessuto adiposo, producendo acidi grassi e glicerolo.
Gli acidi grassi prodotti vengono ossidati nel fe- gato in corpi chetonici (che hanno effetto “taglia- fame” e “anoressante”) e sempre nel fegato, dal glicerolo e amminoacidi della dieta, si attiva la neoglucogenesi (nessuna energia dalla degrada- zione del muscolo per l’elevato apporto proteico).

Misure preventive (e curative)
professionali.

L’esame obiettivo della pelle ci guida a ricono- scerne la tipologia e il fototipo, a valutare ineste- tismi e discromie, per decidere di conseguenza un corretto protocollo terapeutico.

Rivitalizzanti

I rivitalizzanti favoriscono la rigenerazione tissutale mediante la stimolazione dei fibroblasti.
Da questa stimolazione deriva la neoproduzione di acido ialuronico, collagene ed elastina, in modo da rendere più elastica, idratata ed implementata la cute.
La diminuzione della concentrazione di acido ialuronico endogeno contribuisce ad alterare le strutture epidermiche e dermiche; accelera l’invec- chiamento cutaneo e la comparsa di rughe. Scopo della biorivitalizzazione sarà quello di riportare l’acido ialuronico alle concentrazioni fisiologiche ottimali, mediante infiltrazione di acido ialuronico esogeno identico a quello endogeno.
L’acido ialuronico può inoltre essere associato ad un pool di 4 amminoacidi come glicina, L-lisina, L-prolina, L-leucina (essenziali per la sintesi proteica nel fibroblasta e per la neosintesi di collagene). Al- tra possibilità terapeutica è l’utilizzo di un pool vitaminico, citocromi, sostanze antiossidanti e antinquinamento sciolte in acido ialuronico.

Peeling

La presenza di inestetismi cutanei come: cute seborroica, acne, invecchiamento cutaneo, discro- mie, rughe, cicatrici superficiali, è l’indicazione ge- nerale all’utilizzo del peeling.
Il peeling è un’abrasione dell’epidermide o del derma effettuata mediante un’applicazione di un mezzo chimico (in genere un acido), di un mezzo fisico (freddo, dermoabrasione meccanica), di una sorgente in radiofrequenza, di una sorgente laser.
Le sostanze chimiche più usate per il peeling sono: acido glicolico (dà corneolisi e stimolazione dermica), acido tricloroacetico (dà epidermolisi e stimolazione dermica), acido salicilico, acido mandelico, acido piruvico (alfa chetoacido della frut- ta, va tamponato), soluzione Jessner (salicilico, lat- tico, resorcinolo, etanolo).

Misure curative professionali

Per completare e perfezionare l’intervento me- dico-estetico sul viso, abbiamo a disposizione altri importanti strumenti come i fillers, la tossina botulinica e i materiali bioristrutturanti (acido polilattico e fosfato tricalcico).

Fillers

Il mercato attualmente offre una notevole scel- ta di prodotti riassorbibili e non. Sarà importante per questo sapere se il filler, oltre ad avere il mar- chio CE (anche se riguarda principalmente i pro- cessi di produzione, più che lo studio clinico del prodotto, pertanto non ne garantisce totalmente la sicurezza), è d’origine animale o no e quali sono i vantaggi o i possibili inconvenienti.
Il prodotto biodegradabile (riassorbibile) ha i van- taggi di essere innocuo, adattabile e iniettabile ra- pidamente, di avere un effetto immediato e natu- rale, di avere un costo contenuto. D’altro canto ha l’inconveniente di avere una durata limitata (azione di enzimi come le ialuronidasi e le collagenasi).
Il prodotto permanente ha il vantaggio di risul- tare duraturo nel tempo, ma di difficile gestione sia nell’immediato che a lungo termine (il viso delle persone comunque si modifica negli anni).
Considerate queste caratteristiche, i prodotti da utilizzare devono essere riassorbibili e, fra questi, collagene e acido ialuronico sono i più usati.

Tossina botulinica

La tossina botulinica in ambito estetico è usata per bloccare (in modo reversibile) i muscoli mimici.
Mentre per indicazioni ormai standardizzate quali la fronte, la glabella e le rughette perioculari, i rischi sono ben conosciuti e quindi assai ridotti, per indicazioni più nuove, come il brow lift o le rughe del labbro superiore (tipo codice a barra o le rughe della marionetta), la possibilità di effetti collaterali o meglio di errori è da tenere presente ed impone quindi prudenza massima.

Acido Polilattico

Ottenuto dall’acido lattico, è costituito da microsfere in sospensione in un gel denso di cara- mellosi. Accettato dall’FDA per la correzione dei se- gni di lipoatrofia facciale in pazienti affetti fa HIV.
In medicina estetica è usato per stimolare una importante e duratura (2-3 anni) produzione di neocollagene a livello dermico, con cospicuo effet- to di riempimento nelle zone del viso, collo, de- colletè, dorso mani.

Il ruolo dell’Odontoiatria Estetica

L’Odontoiatria Moderna è soprattutto Odontoia- tria Estetica, che si integra armonicamente con l’estetica del sorriso, del viso, della pelle.
Odontoiatria e Medicina Estetica quindi, insie- me, per raggiungere quel “benessere e bellessere” che sono obiettivi primari per tutti i nostri pazienti.

Analisi facciale

Il viso di ogni persona è un originale “fatto su misura”… originale che con gli anni si completa ri- velando il nostro carattere.
Un corretto approccio al paziente non può pre- scindere da un’attenta “analisi facciale” che ci gui- derà nella diagnosi e nella scelta terapeutica.
Cosa determina la bellezza o la bruttezza di un viso?
Consideriamo tre importanti fattori che sono:
1 Armonia delle forme:
“numero d’oro” o “proporzione divina”
2 Aspetto della superficie cutanea:
liscia, uniforme, luminosa…
3  Qualità espressiva del viso

Armonia delle forme

Nel valutare l’armonia del viso dobbiamo osservare:

1 Proporzioni facciali:
il terzo superiore del viso è compreso tra l’attac- catura dei capelli e la linea che unisce i punti superiori degli archi sopraccigliari;
il terzo medio tra questa e la linea interalare;
il terzo inferiore dalla linea interalare alla punta del mento.
2 Un’eventuale differenza di dimensioni fra la parte destra e sinistra.
3 Una possibile disarmonia orizzontale:
tra linea bipupillare, commissura labiale ed oriz- zonte.
4 Una possibile disarmonia verticale:
la linea mediana ha come punti di riferimento la glabella, la punta del naso, il centro del labbro superiore, la punta del mento.
Aspetto della superficie cutanea
Colore della pelle, elasticità, fototipo, texture, macchie, rughe superficiali e profonde…; capelli, sopracciglia, ciglia, colori dell’iride e della sclera, lab- bra, trucco…; spessore e distribuzione spaziale di grasso, muscoli, ghiandole, mucosa e pelle… sono tutte caratteristiche che rendono particolare ed unico ogni volto.

Qualità espressiva del viso

Attività della muscolatura mimica e scheletrica, postura della testa, naso, orecchi, denti anteriori, dimensione e posizione spaziale degli occhi… con- tribuiscono in modo determinante ad esprimere la personalità ed il carattere delle persone, rappre- sentando significativamente una parte importan- te del linguaggio del corpo.
Tutto comincia con un sorriso
“Un bel sorriso può aprire porte e abbattere bar- riere che stanno tra te e una vita piena di successo”.
Già, il sorriso! È vero, esprime più di mille parole, è il nostro “biglietto da visita”. Di certo comunica immediatamente emozioni ed esprime con effica- cia quello che noi siamo, o che vogliamo dire, in quel momento. Soggetto protagonista indiscusso del sorriso è l’apparato dento-gengivale. Insomma i denti e le gengive hanno un’importanza decisiva nella comunicazione.
Pensiamo solo per un attimo a cosa possono “dire” dei denti cariati, dei denti mancanti, delle protesi incongrue, un alito cattivo, delle gengive sanguinanti… cosa può suggerire una bocca disor- dinata?
Anche per questo negli ambulatori odontoiatrici sempre più spesso si parla di estetica del sorriso (e da poco anche di estetica del viso).
Le numerose tecniche a disposizione sono tutte propedeutiche all’educazione (rieducazione) e man- tenimento di un’ottima igiene orale e vanno dallo sbiancamento all’implantologia.

Sbiancamento dentale
Diverse sostanze o alimenti possono macchiare o scurire lo smalto dentale, diverse sostanze e tec- nologie lo possono sbiancare. Importante sarà non ledere permanentemente l’importante struttura dello smalto.
Le metodiche possono essere domiciliari o am-
bulatoriali. Le sostanze utilizzate sono il perossido di idrogeno e il perossido di carbamide a varie concentrazioni.

Ortodonzia
Nel bambino è ortodonzia intercettiva, per pre- venire incongruità delle ossa mascellari, malocclu- sioni, affollamenti dentari.
Nell’adulto servirà a migliorare l’occlusione, ove
necessario, in presenza di sintomatologia dolorosa all’articolazione temporo-mandibolare; nell’alline- amento e/o nell’affollamento dentale per miglio- rare l’estetica ed un corretto mantenimento d’igie- ne orale.

Chirurgia parodontale mucogengivale e osseo-resettiva Protesi: materiali ceramici
e implantologia

Le nuove frontiere della moderna odontoiatria estetica sono le riabilitazioni con materiali ceramici (metal-free) e l’implantologia a funzione immedia- ta (possibilità di collegare le nuove protesi imme- diatamente dopo aver inserito nell’osso le “nuove radici” in titanio).
Oggi il clinico può offrire corone e ponti in cera-
mica con le caratteristiche di: biocompatibilità, affidabilità, estetica.
Le aziende leader in impianti e materiali dentali
possono offrire a questo scopo la possibilità di ave- re: funzione immediata, integrazione tessutale ed un’estetica facilmente raggiungibile.
Biomateriali, superfici e design efficaci per un’osteointegrazione ottimale rendono possibile una funzione immediata (coi vantaggi di avere una chirurgia minimamente invasiva, tempi di guari- gione più brevi e meno dolore) ed una ideale inte- grazione dei tessuti molli; un’ampia gamma di biomateriali altamente estetici e personalizzati per- mettono applicazioni semplici ed una facile resa estetica.
Con le tecniche Cad-Cam (per esempio Procera®)
il laboratorio offre al clinico una serie di soluzioni in allumina e zirconio dalle caratteristiche uniche per la combinazione di: resistenza, biocompatibilità, elevata precisione, massima estetica.
Cosa si può realizzare con Procera®?
Su denti naturali: corone in Allumina, faccette in Allumina, corone in Ossido di Zirconio, ponti in Ossido di Zirconio.

Unità estetiche
e possibilità terapeutiche.

Regione frontale e temporale Medicina Estetica

I muscoli frontali sollevano i sopraccigli e cau­
sano con il loro movimento le rughe frontali oriz­
zontali. Inquanto rughe dinamiche, la correzione
di tali rughe trova attualmente nella tossina
botulinica la sua indicazione elettiva. È comunque
ammessa e d’uso la correzione con acido ialuronico
a fluidità intermedia.

Su tutto il viso, per macchie ed inestetismi su­perficiali, si utilizzano tecniche peeling (chimico o laser skin-resurfacing), biorivitalizzazione per mi­gliorare idratazione e “nutrimento” cutaneo.

Chirurgia Plastica

Lifting e fili di sospensione.

Regione orbitale Medicina Estetica

Le rughe glabellari o “del leone” sono a decorso verticale, a carattere dinamico e sono legate al­l’azione prevalentemente del muscolo corrugatore del sopracciglio.

II muscolo procero è invece responsabile delle
rughe sottili ed orizzontali a livello della radice del­
la piramide nasale. Anche queste rughe si possono
correggere con tossina botulinica e acido ialuronico
a fluidità intermedia.

Le rughe perioculari o “a zampa di gallina” trova­no come etiopatogenesi il movimento a fisarmoni­ca del muscolo orbicolare e l’invecchiamento intrin

seco ed estrinseco. Per la correzione vengono usati tossina botulinica e acido ialuronico molto fluido.

Chirurgia Plastica

Lifting e blefaroplastica.

Regione inalare, arco zigomatico, naso

Medicina Estetica

Coi filler a differente fluidità e compattezza è possibile correggere zigomi, regione malare ed an­che il naso (rinoplastica non chirurgica).

Come abbiamo visto precedentemente queste sono le regioni (naso escluso) di elezione perl’uti-lizzo di acido polilattico e fosfato tricalcico.

Chirurgia Plastica

Lifting, rinoplastica.

Ortodonzia-ChirurgiaMaxillofacciale

Regione orale, buccale, masseterica Odontoiatria Estetica Medicina Estetica

Le metodiche di correzione e miglioramento uti­lizzate sono, oltre a”rivitalizzazione” e peeling, filler, acido polilattico (guance, angolo mandibolare), tossina botulinica (rughette verticali delle labbra).

Chirurgia Plastica

Lifting, fili di sospensione.

Ortodonzia-ChirurgiaMaxillofacciale

Collo

Medicina Estetica

Biorivitalizzazione, peeling, acido polilattico.

Chinirgia Plastica

Lifting.

Conclusioni

Un buon dentista deve essere attento anche al­l’aspetto estetico del viso oltre che al sorriso. Il pa­ziente non vuole solo avere una bocca e dei denti sani, li vuole avere soprattutto belli, integrati in un bel sorriso e in armonia con il viso nel suo complesso.

L’utilizzo della Medicina Estetica in Odontoiatria è la nuova frontiera che completa il lavoro del den­tista e risponde alle richieste dei pazienti stessi. L’obiettivo è il raggiungimento della massima ar­monia dei risultati dopo ogni riabilitazione occlu­so-dentale.

L’Odontoiatra fino a ieri poteva intervenire sul­l’estetica del sorriso con terapie che riguardavano soprattutto i denti. Ora può integrare il suo lavoro con tecniche di Medicina Estetica già nella fase diagnostica e di pianificazione del trattamento col paziente, per avere risultati fino a qui inaspettati. Medicina Estetica che è soprattutto comprensione delle problematiche e delle aspettative delle perso- ne, condivisione di un percorso terapeutico e di mantenimento, oltre che comportamentale.

Non si tratta quindi di diventare i “venditori” di un bello uniforme e costruito, ma essere a cono­scenza delle molte possibilità che mantengono o migliorano uno stato di benessere psicofisico

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